Aprire e gestire una società in Spagna

Partita IVA e attività da autónomo in Spagna

Valutiamo forma giuridica, documenti, banca, fiscalità e gestione reale del progetto. Edgeconomy coordina i professionisti locali e ti assiste in italiano.

Risposta breve

In Spagna l’equivalente più vicino alla partita IVA individuale è l’attività di empresario individual o professionista autónomo: servono il NIE, l’iscrizione nel censimento dell’Agencia Tributaria con il modello 036 e l’iscrizione al regime previdenziale degli autonomi (RETA) presso la Seguridad Social, con contributi calcolati sui redditi netti. La condizione operativa principale è svolgere davvero l’attività in Spagna, con un domicilio e una posizione fiscale coerenti; la scelta va validata caso per caso, anche rispetto alla residenza in Italia.

Cosa serve prima di iniziare

  • NIE: per le persone fisiche straniere il Número de Identidad de Extranjero è anche il numero di identificazione fiscale. Chi si trasferisce in Spagna per lavorare come autonomo deve avere la documentazione di soggiorno prevista per la sua situazione; per un cittadino UE è il NIE comunitario.
  • Domicilio e attività: indirizzo del domicilio fiscale e del luogo di attività, descrizione dell’attività con il codice IAE (epígrafe) e il codice CNAE.
  • Conto bancario: per l’iscrizione al RETA va indicato un conto per l’addebito diretto dei contributi. L’apertura del conto è una decisione della banca.
  • Autorizzazioni: alcune attività richiedono una licenza o una dichiarazione al comune, oppure l’iscrizione a un ordine professionale.

L’autónomo risponde personalmente dei debiti dell’attività e non deve versare capitale. Se serve separare il patrimonio, la scelta da valutare è una società: le opzioni sono descritte nella pagina su come aprire una società in Spagna.

Le registrazioni

  1. Dichiarazione censuale (modello 036). Va presentata all’Agencia Tributaria prima di iniziare l’attività: indica attività, obblighi IVA e regime di determinazione del reddito. Dal 3 febbraio 2025 il modello semplificato 037 è stato soppresso e si usa solo il 036.
  2. Iscrizione al RETA. L’alta nel regime speciale dei lavoratori autonomi si presenta alla Tesorería General de la Seguridad Social ed è responsabilità del lavoratore; i termini vanno coordinati con la data di inizio dell’attività.
  3. Partita IVA comunitaria (ROI). Per operare con imprese di altri Stati UE si chiede l’iscrizione al registro degli operatori intracomunitari, nello stesso modello 036. Non è automatica: l’Agencia Tributaria può verificarla e, se non risponde entro tre mesi, la richiesta può considerarsi respinta.
  4. Adempimenti comunali. Licenze o dichiarazioni responsabili, secondo l’attività e il comune.

Le registrazioni fiscali e previdenziali possono essere avviate anche in via telematica con il sistema CIRCE, tramite il Documento Único Electrónico (DUE) o un Punto de Atención al Emprendedor (PAE).

I contributi dell’autónomo

Dal 2023 i contributi al RETA si calcolano sui redditi netti effettivi. L’autonomo sceglie una base di contribuzione in base al reddito netto mensile previsto, all’interno di una tabella a 15 fasce; a fine anno la base viene regolarizzata sui redditi reali. Per il 2026 le basi vanno da un minimo di 653,59 EUR al mese, per redditi netti fino a 670 EUR mensili, a un massimo di 5.101,20 EUR. Sulla base scelta si applicano, tra le altre, un’aliquota del 28,30% per le contingenze comuni, dell’1,30% per quelle professionali e dello 0,90% per il meccanismo di equità intergenerazionale.

Chi si iscrive per la prima volta, o non è stato iscritto nei due anni precedenti, può chiedere al momento dell’alta una quota ridotta per i primi 12 mesi, prorogabile per altri 12 se il reddito netto annuo resta sotto il salario minimo interprofessionale. Nel periodo 2023-2025 la quota ridotta era di 80 EUR al mese; per gli anni successivi l’importo è fissato dalla legge di bilancio e va verificato al momento dell’iscrizione.

IVA, ritenute e dichiarazioni

  • l’aliquota IVA ordinaria è del 21%, con aliquote ridotte del 10% e del 4% per le operazioni elencate dalla legge; esistono regimi speciali, come il regime semplificato o il recargo de equivalencia per il commercio al dettaglio, la cui applicabilità va verificata;
  • sui compensi professionali pagati da imprese e professionisti spagnoli si applica di norma una ritenuta IRPF del 15%, ridotta al 7% nell’anno di inizio e nei due successivi, se nell’anno precedente non è stata svolta alcuna attività professionale;
  • i sistemi di fatturazione devono adeguarsi ai requisiti Verifactu: per chi non è soggetto all’imposta sulle società la scadenza è fissata prima del 1° luglio 2027.

L’imposta sul reddito e le altre imposte sono spiegate nella pagina sulle tasse in Spagna.

Se vivi in Italia e lavori con la Spagna

Non sempre serve un’attività spagnola: molte prestazioni a clienti spagnoli si possono fatturare da una posizione italiana, con le regole IVA sulle operazioni intracomunitarie. Se invece apri un’attività in Spagna ma continui a vivere in Italia, restano decisive la tua residenza fiscale, il luogo in cui lavori davvero e la posizione previdenziale, che segue le regole europee di coordinamento: i redditi possono rilevare in entrambi i paesi, con le regole della convenzione Italia-Spagna contro le doppie imposizioni.

Per un’analisi del tuo caso puoi partire dallo studio di fattibilità o dal modulo di contatto.

Vuoi capire se Spagna è adatto al tuo progetto?

Prima di avviare la pratica verifichiamo attività, soci, residenza, clienti, banca, presenza locale e obblighi di gestione. In questo modo puoi decidere su una base concreta, non su una promessa generica.