Aprire e gestire una società in Croazia
Tasse in Croazia per società e persone fisiche
Valutiamo forma giuridica, documenti, banca, fiscalità e gestione reale del progetto. Edgeconomy coordina i professionisti locali e ti assiste in italiano.
Risposta breve
Una d.o.o. o j.d.o.o. croata paga l’imposta sugli utili (porez na dobit) al 10% se i ricavi annui non superano 1.000.000 EUR e al 18% oltre questa soglia; l’IVA (PDV) ordinaria è del 25%. La condizione principale è che la società sia davvero gestita e operativa in Croazia: se socio o amministratore vivono in Italia, residenza fiscale e gestione effettiva incidono sulla tassazione complessiva. Il carico reale va quindi calcolato caso per caso con il professionista locale.
Tutti gli importi sono in euro: dal 1° gennaio 2023 la Croazia ha sostituito la kuna con l’euro e le vecchie soglie in HRK non sono più applicabili.
Imposte sulle società
- Imposta sugli utili: 10% con ricavi del periodo d’imposta fino a 1.000.000 EUR, 18% con ricavi superiori. La base imponibile parte dall’utile contabile, rettificato secondo la legge sull’imposta sugli utili.
- Utili distribuiti a non residenti: la legge croata prevede una ritenuta del 10% su dividendi e quote di utile pagati a soggetti non residenti. L’applicazione della convenzione Italia–Croazia e la tassazione del dividendo in Italia vanno verificate sul caso concreto.
- Altri pagamenti verso l’estero: per alcune categorie di compensi pagati a non residenti è prevista una ritenuta del 15%, salvo diversa previsione delle convenzioni.
IVA (PDV)
- aliquota ordinaria 25%, aliquote ridotte 13% e 5% per specifiche categorie di beni e servizi, e casi ad aliquota zero;
- l’iscrizione nel sistema PDV è obbligatoria quando le forniture annue nel territorio superano 60.000 EUR (soglia in vigore dal 1° gennaio 2025);
- la dichiarazione PDV va presentata entro l’ultimo giorno del mese successivo al periodo d’imposta, mensile o trimestrale;
- chi opera senza sede in Croazia ma effettua operazioni imponibili sul territorio può dover registrarsi anche sotto soglia.
Per l’apertura della posizione IVA vedi la pagina partita IVA in Croazia.
Imposta sul reddito delle persone fisiche
Dal 2024 le aliquote dell’imposta sul reddito (porez na dohodak) sono fissate da ciascun comune o città entro limiti di legge. Dal 2025 la soglia annua che separa le due aliquote è 60.000 EUR:
- aliquota inferiore, fino a 60.000 EUR: tra il 15% e il 20% nei comuni, fino al 21% nelle città, fino al 22% nelle città maggiori e capoluoghi di contea, fino al 23% a Zagabria;
- aliquota superiore, oltre 60.000 EUR: tra il 25% e il 30% nei comuni, fino al 31%, 32% e 33% secondo le stesse categorie;
- se l’ente locale non adotta una decisione si applicano il 20% e il 30%;
- la deduzione personale di base è di 600 EUR al mese (7.200 EUR annui), con importi aggiuntivi per familiari a carico.
L’addizionale comunale (prirez) non si applica più dal 2024: il livello del prelievo dipende ora dall’aliquota scelta dal comune di residenza o domicilio.
Contributi sul lavoro dipendente
- contributi pensionistici a carico del lavoratore, trattenuti dalla retribuzione lorda: 15% per il primo pilastro e 5% per il secondo pilastro;
- contributo sanitario a carico del datore di lavoro, calcolato sulla retribuzione lorda: 16,5%.
Per amministratori e soci che lavorano per la società, e per chi è già assicurato in Italia, la posizione previdenziale va verificata con le regole UE di coordinamento.
Imposte locali
Dal 2025 l’imposta sulle case per vacanza è stata sostituita da un’imposta sugli immobili stabilita dagli enti locali. Per gli affitti turistici esiste un’imposta forfettaria per posto letto, che varia secondo il grado di sviluppo turistico della zona.
Croazia e Italia: cosa considerare
Confrontare solo le aliquote nominali dei due paesi non è sufficiente. Contano la residenza fiscale del socio, il luogo in cui la società è effettivamente amministrata, la distribuzione degli utili, i compensi e gli obblighi di dichiarazione in Italia. Se la società è gestita dall’Italia può essere considerata fiscalmente residente in Italia (esterovestizione). La convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Croazia serve a evitare che lo stesso reddito sia tassato due volte, non a ridurre automaticamente le imposte.
Prima di decidere, uno studio di fattibilità permette di valutare la struttura sul tuo caso. Per informazioni sull’apertura della società torna alla pagina aprire una società in Croazia.
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Prima di avviare la pratica verifichiamo attività, soci, residenza, clienti, banca, presenza locale e obblighi di gestione. In questo modo puoi decidere su una base concreta, non su una promessa generica.